Oggi a Civitanova Marche, 28 gennaio si è celebrato il “Giorno della Memoria”

“Abbiamo deciso di posticipare il Giorno della Memoria a oggi per dare maggiore opportunità di partecipazione agli studenti di tutte le scuole della città, allargando così la platea e coinvolgendo il maggior numero di ragazzi, perché è a loro che principalmente questa manifestazione si rivolge” – così Claudio Morresi, Presidente del Consiglio comunale e promotore dell’iniziativa. Ha, inoltre, annunciato l’intenzione di organizzare una gita con gli studenti civitanovesi al Museo dell’Orrore costruito sul Campo di concentramento di Auschwitz.

 

“Noi preferiamo parlare ai ragazzi – dichiarato Claudio Morresi – per questo è stato dato molto spazio ai giovani che hanno presentato video, canzoni e hanno dimostrato coinvolgimento e sensibilità particolare nell’andare a scavare nella storia con molta originalità attualizzando con tecnologie moderne un tema tanto difficile da trattare”. Morresi nel corso dell’incontro ha letto la lettera della Presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni: “La Shoah occupa un posto centrale nella storia del ‘900, e nell’intera storia umana, per la gravità, l’ampiezza, la scientificità dei crimini contro l’umanità commessi e – ha continuato Di Segni – la trasmissione della memoria non avviene solo ascoltando con compassione la tragedia altrui e sentirsi trasportati da un dolore e da umanità, ma costruendovi sopra la propria identità, la propria coscienza etica e civile. E’ un dramma che riguarda tutti e non solo le vittime. La Memoria è oggi un vero e proprio presidio di valori, come l’importanza del rispetto dei diritti umani e di ogni diversità, la necessità di lottare contro ogni forma di razzismo, antisemitismo, xenofobia.”. Morresi si è detto soddisfatto di questa importante testimonianza poiché nel passato nessuno aveva dato voce diretta alla più importante Unione delle Comunità Ebraiche presente in Italia e ha elogiato il disegno della studente, Valentina Tentoni, ex studentessa dell’Istituto Bonifazi che ora frequenta l’Accademia delle Belli Arti di Macerata, che è stato utilizzato come ‘visual, per i manifesti della Giornata. La ragazza ha spiegato la scelta delle mani imbrattate dal sangue e ferite dal ferro spinato, una recinzione reale e simbolica al tempo stesso. Importante – secondo Morresi – sottolineare i concetti espressi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto ieri alle celebrazioni con un messaggio che è stato in parte letto. Morresi ha focalizzato l’attenzione sulla parte di discorso che citava il ruolo delle donne e delle madri all’interno dei campi di concentramento: “la donna ebrea aveva una ‘colpa’ – secondo i nazisti – portava la progenie di una razza diversa. Anche per questo – il discorso di Mattarella secondo Morresi è importante perche “anche per questo va sempre ricordato che non può esistere democrazia e libertà nei Paesi in cui, si continua a negare pienezza dei diritti e pari opportunità per ogni donna”. “Noi Italiani, tutti, – ha concluso Morresi – abbiamo per questo il dovere di ricordare e far sì che nel futuro le cose cambino” . L’intervento del Preside dell’Istituto d’Istruzione Superiore L. Da Vinci, che ha gentilmente messo a disposizione l’Auditorium, Pierluigi Ansovini, ha insistito sulla consapevolezza della partecipazione democratica “che ci aiuta a non fare gli errori del passato, poiché la ragione si sviluppa solo dove c’è democrazia , dove c’è dibattito. Il pensiero unico – ha concluso Ansovini – e il totalitarismo avvenuto nello scorso secolo è avvenuto per carenza di discussione e dibattito e per una profonda crisi di democrazia. La municipalità ha concluso il Preside – è il luogo dove si esprime maggiormente il rapporto diretto fra diverse posizioni. Nel ‘900 si è dimenticato l’’Uomo’ e l’incapacità di specchiarsi nell’altro ‘Uomo’”. L’intervento del Sindaco, Fabrizio Ciarapica, ha insistito sulla netta condanna delle leggi razziali, definendo quel periodo della storia “brutto e triste”, un momento che “vorremmo tutti cancellare e che personalmente condanno e tutti qui condannano. E’ bene che voi giovani conosciate la storia” riferendosi ai ragazzi – “fate che questa materia, la storia, diventi per voi una passione perché essa rappresenta la nostra memoria e il nostro passato. Principi senza i quali non possiamo progredire. “ Ragazzi, noi tutti qui siamo fortunati. Il nostro Paese non conosce guerre da molto tempo, esattamente da 74 anni. I nostri Padri costituenti, cioè altissime figure delle istituzioni di ogni schieramento politico e giuristi, impiegarono ben due anni per redigere la nostra costituzione. Una costituzione che ci ha permesso di garantire, innanzitutto, la democrazia e la libertà e libere elezioni. Difendere la libertà di ognuno è difendere quella di tutti. Noi politici, genitori, educatori – ha concluso Ciarapica – dobbiamo essere accanto a voi per aiutarvi a distinguere il bene dal male e in questo senso l’Olocausto è stato, indubbiamente, un male. Studiate. Informatevi. Fatevi un’idea vostra su tutto. Ma non senza prima aver studiato e approfondito. Esattamente trenta anni dopo la caduta del muro di Berlino che mise fine ad un’altra brutta pagina della storia, possiamo costruire un unico sentimento nazionale, e farlo insieme, al di là di ogni schieramento politico”.

L’intervento dell’Assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali, al’ Educazione e all’Istruzione, Barbara Capponi, si è rivolto principalmente agli studenti focalizzando l’attenzione su “ la Shoah come catastrofe non solo di vittime ma anche trionfo dell’ignavia” e poi ha continuato puntando il dito contro “ eminenti professionisti e scienziati che servirono il regime usando la loro competenza ricorrendo ad argomentazioni etiche o economiche per giustificare l’orrore che si stava consumando”. Ha continuato poi chiedendo ai ragazzi “come vorreste essere ricordati nella vostra vita? Che sogni avete? Vorrete essere ricordati come ‘giusti tra le Nazioni’ o gli ignavi, silenziosi assassini che con l’indifferenza uccisero, tanto vigliacchi da non meritare, secondo Dante, l’Inferno. Questo è quello che domando a voi ragazzi e a me stessa e andarcene da qui con con interrogativo che ci tormenti”. La professoressa dell’II.T.C. ‘Filippo Corridoni’, Gabriela Pelis, ha impartito una lezione di storia sugli avvenimenti di quel tragico periodo facendo leggere ad una studentessa un brano di Primo Levi tratto dal libro “Se questo è un uomo”. All’iniziativa hanno partecipato, oltre alle autorità, in un Auditorium gremito, moltissimi studenti. Assenti giustificati il Consigliere Pier Paolo Rossi, che ha inviato una lettera, e l’Assessore, Maika Gabellieri.

Contenuto inserito il 28/01/2019
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